
IL SOLE È RISORTO SUI SETTE COLLI – XIII RVN DELLA CAPITALE
Questo pezzo potrebbe avere almeno tre titoli. Ho scelto quello più raffinato e a mio avviso significativo. Dopo 9 anni direi che sto titolo ce sta!
Ma parlerò anche degli altri due titoli. Mettetevi comodi va.
Raccontare questo weekend non è solo una questione di cuore. È una questione di anima che si spacca in due per la gioia e si ricompone solo quando senti il rombo di centinaia di moto che fanno tremare i sanpietrini della Capitale.
Avemo sfonnato, ragazzi. Diciamolo subito, senza giri di parole: abbiamo spaccato! Il Rvn della Capitale è tornato e ha ridefinito il concetto stesso di meraviglia.
Per due giorni abbiamo sfidato un caldo che persino l’inferno avrebbe chiesto pietà. Questo il motivo del nuovo conio: “L’ombra unisce!”. Ci siamo ritrovati ammassati sotto ogni centimetro di rinfresco manco fossimo pinguini nel deserto, a bere così tanta acqua che i nostri fegati, abituati a ben altro, c’hanno mannato un messaggio «Aho allora ma che state affà???».
Ma eravamo lì. A sudare, a ridere, a spingere oltre ogni limite. Perché quando hai il Tempio di Saturno e il Girasole stampati sul petto, scatta qualcosa dentro che non puoi fermare. Un interruttore magico che si accende il venerdì mattina e ti trasforma in una macchina da guerra mossa solo da passione pura.

Ci sono state scene epiche. Vogliamo parlare di andare a buttare la spazzatura — e abbiamo praticamente riempito tutta Spinaceto! — con il “piccolo” Carlone e il suo Raptor? Roba da film d’azione. O del monumentale Prozac, un uomo che ha trascorso metà della sua vita con i colori del FRC addosso. Qualcuno da fuori direbbe: “Ammazza che sfigato!”. E invece no, quella è la felicità vera! Anche se, Prozac, ti avvisiamo: dopo questo weekend nessuno di noi riuscirà mai più a guardare un film di Bud Spencer senza urlare e prenotare il prossimo tatuaggio: «ARIMENATEVE PORCO DUE!». (Questo poteva essere il secondo titolo).

E poi ci sono i miracoli del Forvm. Quelli veri. Gente che ha dato il mille per cento con un braccio solo, pur sapendo che il lunedì mattina avrebbe avuto un chirurgo ad aspettarlo per fissare un’operazione, e soprattutto con la supervisione di Nocciolina che, lo sappiamo, in sala operatoria dà il meglio di sé. Daje Massimo sei in buone mani!
Questa non è abnegazione, questo è un livello di follia meravigliosa che appartiene solo a noi. Come la generosità di Simone Visconti che, a festa finita al Gianicolo, stanco morto dopo due giorni di fuoco, si rimette in moto per raggiungere due ospiti appiedati, li tranquillizza, li assiste col sorriso e dimostra al mondo che il Forvm non lascia mai indietro nessuno. Grazie Simone sei stato tutti noi.
Ma se chiudo gli occhi, se lascio che l’emozione mi colpisca dritto in mezzo al petto fino a farmi venire i lucciconi, c’è un’immagine che non potrò mai più cancellare. Una parata magica. La mia amica sulla moto del nostro unico, indimenticabile Pierluigi. In quel preciso istante il tempo si è fermato. Il cuore è saltato in gola. Pierluigi era lì, ha viaggiato con noi per tutta Roma, fiero, immenso. Sarai sempre con noi, CIP! Tanto lo so che mi leggi, insieme a quell’altro… pronti anche a criticare benevolmente, vi ho visti per tutta la parata. Te in piedi sul finestrino della macchina, con la ghirlanda al collo e il sorrisone a tutti denti, quell’altro col sacco dell’immondizia nero in mano felice come non mai!
Ed è stato un colpo al cuore altrettanto potente, di quelli che ti riconciliano con il mondo, vedere su quel palco il Passato e il Presente uniti. Tre Past Director e il nostro Direttore attuale stretti, felici, commossi l’uno per l’altro. Paul, Prozac, Roberto, e te Paolo Ricci (a cui va un grazie gigantesco: Paolo, per noi sei il miglior Direttore d’Italia, fidate!). Vedervi lì, azzerando le cariche perché l’unica cosa che contava era il Forvm, ha mostrato a tutti i nostri “giovani” e ai nuovi volontari cosa significa essere una Famiglia. La catena non si spezza. È viva, è forte, è eterna. Aggiungo che è la prima volta che vedo una scena del genere! Ed è continuata al di sotto del palco con un abbraccio che, ancora una volta, mi ha fatto scendere le lacrime! Ehhhhh lo so, so una piagnona… vero Sabrì? Mai più vicino a te oh. Noi le scene del dealer che compra la maglietta dell’evento e gira tra i volontari con quel caz..spita de pennarello nero a catturare le nostre firme ce fa piagne!
Abbiamo visto i figli dei volontari storici — cresciuti a pane e storie di Rvn, raccontate dai genitori che tornavano a casa distrutti ma felici — vivere il loro primo raduno da protagonisti e riscoprire la stessa identica magia, capendo finalmente che nessuna aspettativa sarà mai all’altezza di quello che si prova a stare qua dentro. Brividi veri!
Abbiamo visto “vecchi” volontari, magari un po’ ammaccati, con la panza e il fiatone, stringere i denti insieme alle nostre Ladies… e permettetemi di dirlo: le bonazze con il cuore più grande di tutti le abbiamo solo NOI! Instancabili, uniche, sexy e travolgenti (escluso chi scrive… ovviamente).

Gli ospiti arrivavano con aspettative altissime, ma sono ripartiti dicendo: «Io un Rvn così non l’ho mai visto». Abbiamo bloccato mezza Roma di sabato sera senza una sbavatura, e te credo… con la Gifu e i ragazzi di Roma Capitale “stamo in una botte de fero” (okay, a parte qualche dito medio e qualche bestemmia degli automobilisti, ma fa parte del folklore romano!). Tutto è stato perfetto.
Volemo parlà delle location? (Ma quanto me piace dì le cose un po’ in romano, un po’ in italiano un po’ in anglicismo). Venerdì Relais Cascina Spiga d’Oro, storica location dei primi del ‘900 ad Ostia Antica, il cui proprietario Sandro Mangione ci ha regalato una serata magistrale! Sabato Sheraton Golf Hotel e pure qua che je vòi dì? E i palchi delle due serate? Animati da Antonio Delle Donne il venerdì sera (non voglio dire nulla lascio la parola alla Raffy dei 4 Mori…).

E il sabato sera al corpo di ballo, 8 ragazze belle, se non ci credete chiedete a Germano e ai due Fabbi in prima fila, brave e soprattutto discrete che, insieme al Doctor Vintage ci hanno fatto mette “SU LE MANO” per tutta la serata (terzo probabile titolo del pezzo).

Allora Roma è Roma non c’è bisogno de dì niente, ma come s’è mangiato in queste due serate? No vabbè lo chiedo a voi. Io ho pure fumato i Toscanelli a scrocco! Grazie agli sponsor tutti. Gli amici del Toscano coi sigari, la Sielte, sempre presente, i ragazzi di Assicuriamo la tua passione che oltre a metterci al sicuro sono nostri amici. Altrimenti Viaggi. Guarda vojo ringrazià pure i fochi d’artificio che così belli io non l’ho mai visti!

Ora riposiamo il corpo, ma la mente continua a far girare quel nastro pieno di abbracci, stanchezza, sorrisi e sguardi che si incrociano. Siamo tornati a casa con i piedi distrutti e i dolori ovunque, ma con una pace e un orgoglio che non si possono spiegare.
Dopo nove anni il sole è sorto di nuovo sui Sette Colli. E sorgendo ha tracciato un’ombra protettiva… sei colonne, sei nomi impressi nell’anima: Michele, Roberto, Guido, Cristiano, Eugenio, Pierluigi. E a seguire altre due colonne che continueranno a scrivere La Storia, Paul e Paolo.
Al di sopra del sole, a fare da cornice a questo quadro bellissimo troviamo lui Fabrizietto, senza il quale noi oggi, non stavamo qua a parlà e a provà sto misto de sentimenti forti!
Siamo unici, siamo inimitabili. Regà, non c’è un “c…(niente)…o” da fa… SEMO ER FORVM!
E come direbbe Cristiano: uno, due, tre… IL FORVM ROMA lalalalala lalalalala lalalala!
Quod simul viximus manet. Ciò che abbiamo vissuto insieme rimane. E rimarrà per sempre.
Dajeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!
p.s. Ancora non lavo le magliette arancio fluo. Ce l’ho qui vicino a me, e mentre scrivo chiudo gli occhi, le annuso, non puzzano no, profumano di Rvn della Capitale 2026. Questo è il mio taccuino, dove ci sono tutti i miei appunti. Grazie infinite a tutti voi.
Scibel